Diario di viaggio – Le spiagge segrete

Giorni 5 – 6

Oggi seguiamo le indicazioni per Agios Kiriaki. Attraversiamo colline aride e coltivazioni di cetrioli fino ad arrivare ad un bivio che segnala “Psaravolada”, a me ricorda qualcosa. Convinco Matteo a salire lungo una stradina irta e sterrata fino ad un hotel. Qui notiamo una ripida scalinata che scende lungo la scogliera. Adesso ricordo dove ho letto di questa spiaggia!! Sul sito di “Grecia Mia” era segnata come una spiaggia segreta, ed infatti ha tutto l’aspetto di esserlo.

Con qualche esitazione iniziale ci lanciamo verso la distesa di acqua limpidissima sotto di noi. I gradini da percorrere saranno circa 200 e in fondo c’è un passaggio direttamente sulla roccia.

 

Qui ci si apre alla vista una spiaggia scura ed incontaminata, puntellata da sassolini insolitamente bianchi, l’acqua è fresca e i suoi colori che sembrano finti.
Solo pochi coraggiosi arrivano fin quaggiù, ma lo spettacolo ne vale assolutamente la pena.

 

Solo silenzio e ancora il Meltemi che ci fa compagnia.

Dopo un paio di orette e qualche scatto degno della pubblicità di D&G, risaliamo il sentiero e ci dirigiamo a Paliochori.
Qui la spiaggia ampissima è mista tra sabbia a grana grossa e sassolini, è attrezzata in tre zone e libera nelle restanti, il mare ha tutte le sfumature del turchese.
Sfruttiamo la presenza degli ombrelloni e lettini (10€ al giorno) per stare comodi e rilassarci in riva al mare. Il bar è sulla terrazza alle spalle della spiaggia. Qui ci sono anche due taverne, che proviamo in serata. Il polipo vinegar è uno dei piatti di mare da provare qui.
Tornando verso il camping il sole rosso fuoco del tramonto ci coglie di sorpresa dietro una collina. Tutta la campagna si colora di arancione e rosso, anche il mare assume sfumature surreali.

Il giorno seguente decidiamo di lasciare la costa Sud per esplorare la zona Est dell’isola. Questa area è disabitata e sarebbe vietata ai mezzi a noleggio. A nostro rischio e pericolo oltrepassiamo Zephyria per seguire le indicazioni delle miniere di zolfo.
L’isola è ancora ricca di materiali da estrazione ed infatti si nota un via vai di camion che trasportano carichi fino agli stabilimenti per la lavorazione.
La strada si fa subito sterrata, si sale e si sale sulle colline bianche, gialle e rosse punteggiate da una vegetazione bassa e secca.
Lasciamo lo scooter sulla stradina e proseguiamo per l’ultimo chilometro e mezzo in discesa a piedi (il sentiero è troppo sconnesso e rischiamo di fare danni al mezzo). Ci gustiamo il panorama unico.

 

Tra le colline si apre un canyon che arriva fino al mare. Qui si trovano le rovine abbandonate di una vecchia miniera che svettano sulla spiaggia, a ricordare che Milos non è solo una rara bellezza ma anche sudore e fatica.
Gli attrezzi, le rotaie, i letti sono ancora dove sono state lasciate l’ultima volta, come se fossero tutti scappati all’improvviso. La miniera è rimasta attiva fino agli anni ’50.

 

La spiaggia è quasi deserta e silenziosa (consigliamo di arrivare prima delle 13 per godere della pace). Le onde sono più grosse dei giorni scorsi, anche perché il Meltemi è sempre qui a farci compagnia… Anche se bisogna dire che è anche una fortuna che ci sia: non si riuscirebbe a stare al sole altrimenti, nonostante la temperatura sia mite (sempre sui 28-29 gradi).
Si può trovare riparo dal sole tra le rovine, sotto il viadotto della miniera o vicino all’unica tamerice presente.

Chiunque arrivi in spiaggia ha l’aria incredula per lo scenario che si ammira da qui. La sabbia è mista e tende al rosso, l’acqua, neanche a dirlo, cristallina.

Nel tardo pomeriggio andiamo a visitare Klima, un piccolo villaggio di pescatori dove si trovano le tipiche Syrma dalle porte variopinte. Al tramonto è uno spettacolo unico. L’acqua si infrange fin sulla soglia delle abitazioni. Oggi le Syrma sono le case di villeggiatura degli abitanti dei paesi di Milos (Tripiti, Plaka…).

 

I bambini fanno tuffi fino al calar del sole, le barchette molleggiano sull’acqua, gli anziani siedono sugli usci a contemplare l’orizzonte. Tutto ciò rende questo posto ancora più magico.

Troviamo anche un paio di negozietti di souvenir, uno dei quali gestito da un simpaticissimo ragazzo dai rasta chilometrici che ci mostra le sue creazioni che spaziano dalla bigiotteria alle barche in legno alle meduse fluttuanti in ceramica. Noi acquistiamo un veliero, un pezzo unico creato con ciò che il mare restituisce alla terra (pezzi di legno, reti da pesca, tele delle vele…).

Ceniamo a Tripiti, il paese sopra Klima, con un piatto di gyros pita, gustandoci il panorama dalla terrazza sul mare.
Ad Adamas ci concediamo un cocktail sui tetti con vista sul porto, il locale “Mostra” è tranquillo e adatto a chiunque voglia godersi la vista illuminata dalla luna.

Alla prossima tappa

Bella&Cinghiale

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Diario di viaggio – Alla scoperta di Milos

GIORNI 3 – 4

Ad Adamas riusciamo a noleggiare uno scooter da 150cc per 25€ al giorno (lo terremo per 10 giorni quindi ci fanno un pò di sconto, rispetto ad altri noleggi a cui ci siamo rivolti). Finalmente siamo pronti per esplorare in lungo e in largo l’isola.

Il vento da Nord soffia incessante e noi decidiamo di cercare riparo nella costa Sud. Lasciamo la baia di Adamas alle nostre spalle ed attraversiamo una zona brulla e deserta, scollinando ritroviamo il mare davanti a noi: destinazione Agios Sostis.

Questa spiaggia (seguire le indicazioni per il ristorante “la Tarantella”) è meno frequentata della vicina Provatas, ma non per questo non merita.. anzi!! La sabbia è dorata e le rocce proteggono la spiaggia ai lati e alle sue spalle. Il mare è piatto e il vento meno forte. L’acqua cristallina si infrange placidamente sulla battigia. Un piccolo pontile separa in due parti la spiaggia. Si trovano solo due grandi tamerici, sulla destra, per ripararsi dal sole.
Poche persone e un piacevole silenzio. A rendere lo scenario perfetto per una cartolina un piccolo peschereccio attraccato non lontano dalla riva.
Nel pomeriggio arrivano più persone, ma non c’è mai confusione. Noi però decidiamo di tornare alla base per una rapida doccia e partire alla volta di Plaka.

Qualche tornante sopra Adamas sorge la capitale dell’isola, Plaka per l’appunto.
Le porte colorate, le case bianche, le scale dipinte e i vicoli stretti ci incantano e ammaliati da tutta questa bellezza seguiamo un sentiero fino alla cima della collina (uno dei punti più alti dell’isola). Qui si trovano i resti di un castello e un’immancabile chiesetta bianca. Il panorama sulla baia è favoloso, soprattutto nella golden hour.
A cena ci fermiamo in una delle piccole taverne del centro di Plaka. Mangiamo tsatziki, insalata greca e agnello al forno con patate. Ci offrono yogurt greco al limone e paghiamo 25€ in due.

Per il panorama al tramonto consigliamo assolutamente il bar Utopia, che sorge su una terrazza a picco sul mare. Vedere per credere.

Il giorno seguente ci lanciamo con il nostro “bolide” verso Tsigrado e Firiplaka. Dal nostro campeggio la strada è breve e asfaltata fino agli ultimi 50 metri.
Il parcheggio è sulla cima della scogliera e da qui già si scorge lo spettacolo che ci attende. Qui il mare dà il meglio di sé in una piccola insenatura raggiungibile solo attraverso una fessura nella roccia e una ripida scala a pioli.
N.B.: Portarsi scarpe chiuse ed uno zaino per non avere difficoltà a scendere.

Una volta arrivati ci si trova davanti ad uno spettacolo: una piccolissima spiaggia scavata dal vento e dal mare protetta dalla scogliera. Di fronte a noi un veliero ormeggiato ci fa credere di essere stati catapultati in un mondo parallelo.
Nuotando fuori dall’insenatura verso sinistra si raggiungono delle grotte scavate sotto le alte scogliere. Il fondale qui è pieno di vita!
Nel tornare verso riva fatichiamo un pò a causa della corrente che spinge a largo, un pò di bracciate accompagnate dal ritmo “zitto e nuota, zitto e nuota, nuota e nuota…” di Dory ed eccoci sani e salvi sulla spiaggia.

Purtroppo il vento fa cadere molta sabbia dall’alto, quindi decidiamo di spostarci a Firiplaka. Spiaggia ampissima a poche centinaia di metri da Tsigrado, anche qui un mare meraviglioso e per gli amanti del relax si trova un bar con ombrelloni e lettini.
A spezzare la vista sulla lunghissima distesa di sabbia, un grande faraglione svetta sul mare. Nonostante la quantità di persone presenti ci si può rilassare tranquillamente.

La sera decidiamo di andare a vedere le catacombe e il teatro greco che si trovano a metà strada tra Plaka e Klima.
Il teatro è incantevole, ben conservato e con una vista splendida sul mare. Qui è stata ritrovata la statua della Venere di Milo.

Seguendo la irrefrenabile follia di Giorgia, ci troviamo ad arrampicarci verso una chiesa su una collina, qui tutto tace e una volta in cima ci troviamo davanti ad un panorama mozzafiato durante il tramonto. La fatica è ripagata.

 

Vi aspettiamo con la prossima tappa della vacanza!

Bella&Cinghiale

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Diario di viaggio – La partenza

Dopo una lunga assenza qui sul blog, siamo tornati! Il racconto a capitoli che state per affrontare vi farà viaggiare fino a Milos.
Isola a sud ovest delle meravigliose Cicladi. Meta di molti turisti ma non troppi, ancora selvaggia, silenziosa ma vitale e ospitale.

Speriamo di farvi fantasticare un po’ e darvi qualche consiglio per una possibile vacanza.
Ci siamo a lungo informati su cosa vedere e cosa fare sull’isola, che non è piccolissima, e abbiamo deciso di non suddividere la vacanza tra più isole ma dedicare 13 giorni alla scoperta di questo angolo di paradiso. Con sincerità e a posteriori ammetto che 10 giorni sarebbero stati sufficienti, ma ci vuole anche relax e ozio!! Dopotutto ce le siamo meritate queste ferie!!!

Buona lettura!

Giorno 1 e 2

Partenza da Merano già con 30 minuti di ritardo… Che gioia la puntualità di cinghiale!! Raggiungiamo comunque il nostro FlixBus in tempo per la partenza verso l’aeroporto di Bergamo. Dopo un rapido pranzo affrontiamo i controlli e naturalmente le nostre valigie vengono aperte… i liquidi vanno sempre mostrati separatamente e non solo impacchettati nel modo corretto.
L’imbarco avviene in ritardo e ci fanno poi aspettare seduti e con le cinture allacciate per circa un’ora. Parlano di traffico aereo, bah!
Il volo procede poi perfettamente e possiamo ammirare un bellissimo e suggestivo tramonto! Atterriamo ad Atene, che ammiriamo in tutto il suo splendore dall’alto: uno spettacolo infinito di luci, con circa un’ora di ritardo.

A noi del ritardo poco importa vista l’attesa che affronteremo per prendere il traghetto che ci porterà sulla nostra isoletta.

L’aeroporto è semideserto, pulito e silenzioso, riusciamo ad addentare solo un McMenù con annesso super caffè (di quelli che ti servono direttamente con un secchio) che mi aiuta a stare sveglia per le successive 6 ore. Spezziamo l’attesa con qualche partita a pinnacola, ma cinghiale è impaziente e stanco, così concordiamo di prendere il bus per il Pireo alle 3.30. Il viaggio sul X96 è un’esperienza tutta unica, mi ricorda la pazza corsa di Harry Potter sul Nottetempo. 37 km in 50 minuti di follia: provare per credere.

Al porto non è difficile trovare il gate di partenza del nostro traghetto SeaJets, i tabelloni indicano chiaramente partenze e arrivi con i rispettivi orari.
A questo punto siamo svegli da 21 ore e la stanchezza inizia a farsi sentire. Alle 6 finalmente ci fanno imbarcare e cadiamo in coma, come tutti i nostri compagni di viaggio, per le 3 ore successive.

Abbiamo scelto di raggiungere la nostra meta in traghetto anziché con piccoli aerei che possono atterrare sull’isola. Abbiamo letto che a volte a causa del vento i voli vengono cancellati quindi per evitare sprechi di tempo e denaro abbiamo optato direttamente per arrivare via mare.

Alle 10 del mattino finalmente avvistiamo Milos, il primo impatto è buono. A questo punto però le ore di sonno arretrato si fanno sentire e una volta in campeggio ci fiondiamo nel nostro bungalow e riposiamo per qualche ora.
Il camping dista circa 7 km da Adamas, la cittadina sul porto, e si trova sopra la bellissima spiaggia di Achivadolimni.

Nel pomeriggio io passo un paio d’ore ad Achivadolimni, il mare è leggermente increspato dal Meltemi, che verso sera aumenta di intensità. Questa spiaggia è semi-deserta, ma merita soprattutto se il vento dà un po’ di tregua (purtroppo è esposta a nord). Qui si trovano anche molte tamerici per ripararsi dal sole nelle ore centrali della giornata.

Alle 20.30 il sole tramonta con colori stupendi dietro le colline che si trovano sul lato opposto dell’isola (zona piuttosto impervia e non servita da strade asfaltate), e noi raggiungiamo Adamas affamatissimi.

 

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Ceniamo con una “porzione” gyros pita veramente enorme! Carne molto buona, 19€ in due.

IMG_3613Adamas è ancora da scoprire, ma dà l’idea di essere una cittadina moderna e turistica in facciata, nelle retrovie diventa il tipico paese greco con la chiesa ortodossa dalla cupola azzurra che svetta in cima alla collina. Si respira tranquillità nonostante il via vai costante. Localini tipici, 2-3 taverne, negozietti e velieri attraccati al molo.
Qui al porto ci si può informare per una gita in barca che porta a vedere le zone inaccessibili via terra. Le proposte sono molte e alcune anche costose (90€ per il catamarano, 70€ per il veliero), ma esistono anche alternative più economiche.

 

Tornati in campeggio le due ragazze del bar (Stella e Stella) ci fanno provare due liquori tipici greci: ouzo e tsipuro. Assomigliano alle nostre Sambuca e grappa di Teroldego.
Con un inglese ancora un pò arrugginito facciamo quattro chiacchiere con le due Stella e finalmente andiamo a dormire!

 

Alla prossima

Bella&Cinghiale

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Alla scoperta della Toscana -le colline senesi

Il nostro viaggio toscano (post “la costa maremmana” e “l’entroterra maremmano”) prosegue con un vagabondaggio enogastronomico attraverso la provincia di Siena.
Le colline si susseguono in dolci saliscendi che ci portano dalla Maremma alla nostra prima tappa.

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Montalcino – Si raggiunge sulla cima di una collina di 560 m.s.l.m., l’aria infatti è frizzantina e ci permette di girare per il borgo senza soffrire il caldo. Tutto intorno si estendono i vigneti del famosissimo Brunello e passeggiando tra le vie ed i vicoli sembra di entrare in un’altra realtà. Tranquillità, silenzio, profumi trasmettono una favolosa sensazione di relax.

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E, da buongustai quali siamo, abbiamo fatto rifornimento di Pici (una pasta tipica toscana, ottima sia con i ragù di carne che con il pesce), ragù di cinghiale, ragù di chianina e i Cavallucci di Montalcino (dolcetti ticipi con mandorle e arancia candita, da bagnare con il vino rosso). Naturalmente non potevamo farci mancare una degustazione di Brunello e di Rosso di Montalcino alla Grotta del Brunello, dove abbiamo trovato anche un particolarissimo brandy di Brunello (consigliato).
Per pranzo ci siamo fatti conquistare dall’Osteria Les Barriques con il crostino toscano e dai pici al cinghiale, il tutto accompagnato da due ottimi calici di Brunello e Rosso di produzione propria.

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Prosegue la nostra avventura verso la patria del Palio, riempiendoci gli occhi di linee curve, di azzurro infinito del cielo, di giallo e marrone dei campi, di cipressi.

Impossibile non fermarsi ad immortalare i campi di girasoli!

Siena – Per quanto questa città trasudi storia, tradizioni e ricchezze da ogni singola pietra posata, siamo rimasti meno affascinati rispetto agli altri borghi visitati finora: travolti da una quantità indicibile di turisti, che fanno molto perdere l’atmosfera. Naturalmente c’era da aspettarselo da una grande città, quindi abbiamo preferito una passeggiata per qualche vicolo della contrada dell’Oca, un giro veloce nel cuore del centro storico per poi proseguire verso la nostra meta.

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Certaldo – Dopo aver cercato disperatamente, nei giorni precedenti, un alloggio per l’ultima notte di vacanza abbiamo trovato una bellissima camera presso Poderi Arcangelo. Un agriturismo curatissimo con azienda agricola, con una vista da sogno sulle colline tra San Gimignano e Certaldo.
Il borgo di Certaldo, molto poco turistico e paese natale di Boccaccio, ci ha fatto in realtà scoprire un angolo di mondo incantevole. Situato su un colle molto irto, va raggiunto con una cremagliera che porta nel cuore di questo piccolo borgo medievale. Noi l’abbiamo visitato al tramonto andando a cena in un romantico ristorante con terrazza panoramica, Taverna Antica Fonte, dove abbiamo mangiato una gustosissima bistecca “fiorentina”, rigorosamente cotta alla brace, accompagnata da un ottimo Chianti locale.

Purtroppo il nostro viaggio è terminato qui, abbiamo stampati indelebili nel cuore e nella mente tutti i colori, i sapori, i profumi, i paesaggi così diversi dai nostri. Un’esperienza che non ci saremmo aspettati perchè non avevamo organizzato nulla. La Toscana stupisce sempre e speriamo di tornarci quanto prima.

A presto con nuovi panorami e racconti!

Bella&Cinghiale

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Alla scoperta della Toscana – l’entroterra maremmano

Abbiamo parlato, nel post precedente, della bellezza della costa maremmana, ma forse l’entroterra è quello che riempie gli occhi di colori e forme che non si trovano altrove. Le dolci colline si contrappongono ai colori forti e brulli di una stagione arida (ci raccontavano che da 7 mesi non piove in questa zona).

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Nel nostro girovagare abbiamo visitato Scansano, Pitigliano e Sovana. Ci sarebbero stati altri infiniti bellissimi borghi da vedere, ma sarebbero serviti altri infiniti giorni di ferie!

Scansano siamo andati di sera per cenare con pappardelle al cinghiale e pici alla lepre accompagnati da del buon Morellino. Consigliamo l’Enoteca Scansanese per acquistare ottimi vini e svariati prodotti locali (dall’olio a sughi e paté) dove Alessandro vi guiderà con saggezza in un viaggio enologico. Per gustare, e non solo bere, i sapori toscani siamo stati indirizzati alla Fiaschetteria rurale, un locale semplice e rustico che stupisce con una selezione di vini ricercati e prodotti a km0 in grado di stuzzicare anche le papille più pigre. Il paesello di sera è caratteristico e silenzioso, si arrampica sulla collina facendo vagare tra gli antichi vicoli che fanno fantasticare su storie passate.

Grazie ad una giornata un po’ incerta per stare in spiaggia abbiamo avuto occasione di visitare due dei borghi più belli d’Italia.

Pitigliano è il paese del tufo, infatti il borgo è stato edificato sopra una collina di tufo.

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La curiosità di questo posto sono i chilometri di gallerie adibite a cantine scavate sotto gli edifici, nel cuore della collina. Pitigliano è anche conosciuto per il quartiere ebraico in cui si trova la Sinagoga e il cimitero, oggi si trovano anche gastronomie tipiche della tradizione ebraica. Ci hanno informato di una bella festa che si tiene in settembre per celebrare il nuovo vino, con la caratteristica apertura delle cantine (o “cantinelle”). Gli abitanti del luogo organizzano veri e propri banchetti all’aperto, nelle terrazze o lungo i vicoli del ghetto, con carni alla brace, piatti tipici, vino locale e intrattenimento musicale. Ogni cantinella è caratterizzata da un nome (Cantina infernu, cantina del ciclista…) e decorazioni a tema, con festoni e molto altro (persino motori, nel caso della cantina pistoni roventi).

Sovana è un altro tra i borghi più belli d’Italia che abbiamo visitato, conosciuto come centro etrusco, medievale e rinascimentale e sede episcopale. Camminando tra le vie sembra di aver fatto un tuffo nel tempo: non girano auto, i negozi hanno prodotti tipici locali e articoli di manifattura di antiche tradizioni.

Girovagando abbiamo incontrato un pittoresco personaggio che ci ha proposto di scattare, in questa location d’altri tempi, una fotografia con la tecnica della kalotipia (tecnica della seconda metà dell”800). Ci piace pensare che lo scatto che abbiamo portato a casa arrivi dai nostri antichi avi!

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Durante il tragitto non potevano mancare le soste per immortalare la bellezza di questi paesaggi.

Sperando di avervi fatto sognare un pò, vi aspettiamo con la terza tappa del viaggio!
Stay tuned

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Bella&Cinghiale

 

Alla scoperta della Toscana – la costa maremmana

Tra le mete che potevamo scegliere per le ferie di quest’anno ci siamo orientati quasi ad occhi chiusi verso la Toscana, in particolare in Maremma, sognando tramonti, colline e cinghiali.

Organizziamo alla velocità della luce un giro di mail (grazie ad agriturismo.it) agli agriturismi della zona a sud di Grosseto e troviamo abbastanza facilmente un posto comodo per posizione e servizi offerti. L’agriturismo “La Marta” a Fonteblanda ci ha accolti con gentilezza e semplicità: oltre alla camera pulita e spaziosa a disposizione c’erano anche la cucina, un bel giardino immerso nella campagna, l’orto da cui poter cogliere verdure a km0 e la possibilità di usufruire dell’olio e del vino prodotti a pochi metri. Marco (uno dei gestori dell’agriturismo) ci ha dato preziose informazioni sulle spiagge più belle da vedere e sui locali in cui poter mangiare i piatti tipici della zona.

Attraverso le parole e le fotografie vi portiamo con noi nel viaggio che abbiamo fatto che si dividerà in “costa” ed “entroterra”…

Spiaggia dell’Osa – a pochi km da Fonteblanda, verso sud, si trova una lunga spiaggia sabbiosa che intervalla bagni attrezzati a zone libere, alle spalle della spiaggia l’immancabile pineta che ospita le cicale, ed è subito relax. L’acqua non è totalmente limpida, anche perchè troviamo un po’ di maestrale che agita leggermente il mare, ma è pulitissima. A nord ovest si trova la baia di Talamone ed il castello che si erge sopra il promontorio. Il primo giorno di mare ci siamo fermati fino al tramonto che è stato molto emozionante.

Spiaggia di Marina di Alberese – questa spiaggia si raggiunge attraversando la riserva naturale della Maremma, in bici o in auto fino al parcheggio in prossimità della pineta (180 posti). Noi abbiamo deciso di lasciare la macchina agli uffici del parco e proseguire sulla ciclabile in bicicletta (circa 12km) in mezzo alla campagna maremmana.Le biciclette si possono anche noleggiare direttamente davanti all’ingresso del parco. Il paesaggio merita davvero di essere visto in bicicletta perchè la strada taglia tutta la zona dei pascoli. La spiaggia è selvaggia, bianca, silenziosa. L’acqua è stupenda! Sembra di stare su un’isola incontaminata. Bisogna portarsi l’ombrellone o dei teli da fissare ai rami caduti per farsi ombra. In mezzo alla pineta girano liberi volpi, cinghiali, daini… Noi siamo riusciti a vedere una volpe!!!

Spiaggia della Giannella – si trova sul versante nord della lingua di terra che collega il monte Argentario alla costa. Il monte era originariamente un’isola, ma le correnti hanno creato due tomboli (della Giannella e della Feniglia) formando la laguna di Orbetello. La spiaggia è molto lunga e intervallata da bagni attrezzati e da tratti liberi ampissimi. Alle spalle della spiaggia la vegetazione è bassa e arida. Purtroppo se soffia il maestrale questa spiaggia è particolarmente esposta e può risultare fastidioso.

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Spiaggia della Feniglia – sul lato opposto, versante sud della laguna, si trova forse la spiaggia più bella della Maremma con acqua cristallina e una bella pineta. La zona più bella è quella centrale, noi abbiamo percorso circa 3km a piedi lungo la battigia e qui abbiamo trovato meno gente e il mare ancora più bello. Questa spiaggia è un po’ più riparata dal maestrale, ma esposta allo scirocco.

Isola del Giglio – tappa obbligata è sicuramente quella del Giglio! Da Talamone dista circa 1 ora di navigazione. Ci sono due compagnie che portano all’Isola, con orari abbastanza simili. Arrivati al porto abbiamo raggiunto a piedi, per goderci il panorama, la spiaggia delle Cannelle. Le spiagge e le calette sono raggiungibili via mare o con taxi o autobus. Le spiagge sono piccole e interrotte dalle scogliere da cui ci si può tuffare o immergersi per vedere bellissimi fondali.

A Talamone non si vive la movida serale che si può trovare a Castiglione della Pescaia o a Marina di Grosseto, nonostante sia una località turistica (soprattutto frequentata dagli amanti del windsurf, kitesurf e affini). Abbiamo però trovato un panorama mozzafiato per fotografare il tramonto: sulla punta estrema del paesino si erge una torre/castello a picco sul mare che rende la location molto suggestiva.

Tra i vicoli di questo paesello abbiamo trovato un ottimo ristorante, anche se dalle recensioni poteva sembrare scarsino, che ci ha stupiti per i suoi piatti gustosi. “La Buca” ci ha regalato una stupenda cena di pesce che ricorderemo ancora per un pò: bella l’atmosfera, ottimo il Vermentino “Perlaia di Bruni” consigliatoci, cortesia e piatti non banali.

 

Il viaggio continua con il racconto dell’entroterra… Stay tuned

Bella&Cinghiale

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