Motogiro 2016

Giorno 1  – La partenza

  Tutto pronto per questi cinque giorni di moto in giro per il Nord-Ovest d’Italia. Ci troviamo per gli ultimi dettagli. Pressione delle gomme, freni e un rapido ceck-up ci tengono impegnati per qualche minuto. Caffè e qualcosa da mettere sotto i denti che però non placa la nostra fame. Ma non è la fame che ti aspetti, qua si parla di fame di curve, fame di libertà.

  Pronti via e il peso della borsa sulla sella del passeggero non lo senti più. Su per le Palade sono le curve a farci sentire vivi. La strada si apre e la destinazione perde importanza, esiste solo il viaggio in ogni sua cangiante metamorfosi di colori e profumi. Ad ogni curva non penso alla strada percorsa ma a quella che verrà e da dentro il casco un sorriso si allarga sempre più.

  Sul Tonale l’aria è scaldata dal sole, motori in ogni dove e la neve in quota è distante e già dimenticata. Si respira a pieni polmoni, perché momenti del genere vanno assaporati con cura. Giù per il Tonale e su per il passo d’Arpica per un turbinio di curve, odori e colori che non dimenticheremo facilmente.

  Da dietro una curva si apre il Lago di Como, ma prima di vedere il lago si sente il profumo che emana. I toni dal blu al verde rendono tutto meraviglioso e c’è da perdersi tra questi luoghi incantati. Si delinea la prima tappa del viaggio e ci si prepara psicologicamente a fermare le moto per riposarsi. Si è deciso di trascorrere la notte e il giorno seguente a Gravedona, un paese di 2779 anime affacciato sulla parte settentrionale del Lago di Como. Troviamo posto in un B&B con posteggio coperto per le moto. Il Bed and Breakfast Kiki a Gavedona appare accogliente, pulito e la simpatia dei gestori ci conquista!

Giorno 2  – L’attesa

Il giorno seguente lo passiamo a vagare come anime perdute nell’oblio, il maltempo annunciato e la pioggia incessante ci tiene lontani dalle selle e vicini alle sedie di un locale in centro. Il paese è principalmente una mezzaluna sul lago, fatta di vicoli stretti e un panorama da spezzare il fiato. Tra le particolarità del luogo ci imbattiamo in una Chiesa del XII secolo in stile Romanico. Colpisce la parte esterna costruita in pietra locale e precisamente con marmo bianco di Musso e la pietra nera di Olcio. La vista all’esterno della chiesa è imponente e profonda, si apre sul lago e viene catturata da alcuni alberi, vere e proprie sculture che popolano il paesello. Imperdibile e da ammirare.

Giorno 3  – Tra i cinghiali

Finalmente il sole, l’acqua del giorno prima appare lentamente solo uno sbiadito ricordo e presto si smaterializza e impallidisce di fronte al lungo lago che ci prepariamo a percorrere.

  Il nostro viaggio prosegue e ci imbattiamo in strade nuove e mai percorse, strade belle da gustare curva dopo curva, fino a quando ci si trova ad un bivio. La strada stretta e ripida, pulita, ma anche impervia stimola le note deliranti del “Torello” di Gianluca e lui da buongustaio ne coglie gli aromi arrampicandosi per i tornanti della Strada Provinciale Rosata – Oropa. Enrico non si da per vinto e inizia anche lui la scalata. L’Habitat naturale di Gianluca ed Enrico ma anche un tratto scomodo per me e la mia Daytona, ma con tenacia e senso pratico, equilibrio e volontà mi trovo presto in cima e di fronte a me un paesaggio stupendo mi regala tutta la soddisfazione che si può ottenere dopo aver superato una prova complicata ma fattibile.

  Davanti a noi un tunnel da cui è improbabile vederne l’uscita. Galleria con strada sterrata e poco illuminata da attraversare a passo d’uomo. Finita la galleria però veniamo colpiti dal paesaggio e ci si ferma per immortalarlo.

Uno sguardo veloce ed ecco anche il Santuario d’Oropa. E’ un santuario mariano dedicato alla Madonna Nera situato una dozzina di chilometri da Biella a circa 1159 metri di altitudine, in un antifìteatro naturale di montagne che circondano il sottostante santuario. Un luogo affascinate e da scoprire, una strada particolare e non per tutti. Assolutamente da vedere!

Passiamo per Ivrea e ci dirigiamo verso La Morra in provincia di Cuneo per trascorrere la notte, prenotiamo una stanza presso la Casamatta. I Gestori al telefono ci mettono in guardia da possibili incontri per la strada con dei cinghiali allo stato brado. In quella zona i cinghiali prosperano e stanno piano piano vincendo la paura dell’incontro con gli esseri umani avvicinandosi sempre più ai luoghi abitati. Il mini appartamento prenotato è davvero bello, curato e pulito sembra stato ristrutturato da qualche giorno. I servizi appaiono davvero di qualità e particolarmente apprezzata sarà la colazione, davvero ottima!

Giorno 4  – Il mare

  Partiamo di prima mattina e ci prepariamo al grande incontro. Il mare non è poi cosi distante e nel giro di qualche ora eccoci li. Il pranzo in un locale Sampdoriano vicino a Genova a base di pesce fresco ci dona energia e aumenta la nostra voglia di macinare chilometri. Troviamo la strada che costeggia il mare ad un tratto chiusa per una frana capitata qualche mese fa, non ci perdiamo d’animo e si trova una strada alternativa da cui passare e in men che non si dica ci troviamo a Recco. Il profumo del mare entra nei nostri caschi e la vista del mediterraneo ci riempie lo sguardo. Non esitiamo e ci fermiamo per bere una Cochina e fare qualche foto.  Il barista Genoano che ci serve sul molo di Recco resterà nei nostri ricordi per il modo di fare e le mille risate che, nell’osservarlo e nell’ascoltarlo, ci ha gentilmente donato.

  Decidiamo di trascorrere la notte a Rapallo, una cittadina modaiola dove è presto compreso il motivo di tanto sfarzo e ricchezza apparente. Il pesce però merita e ne facciamo buon uso spazzolando ogni pietanza ordinata con la fame vera di chi ama il buon cibo. Ci lasciamo cogliere dalle note floreali del vino della casa e ne apprezziamo il gusto abbinato al pesce succulento.

Giorno 5  – Il ritorno

Tutto ha un inizio, ma anche una fine. Il ritorno a casa era nell’aria, oltre 400 chilometri da fare e si parte subito dopo colazione consumata per le strade di Rapallo. Non abbiamo così tanto tempo per cui si opta per l’autostrada. Ma non tutte le autostrade sono dritte e noiose, scopriamo per l’ennesima volta la Cisa e ce ne re-innamoriamo presto, ma la strada è lunga conviene andare con prudenza e attenzione, noi siamo motociclisti educati, viaggiatori accorti ma per le strade non sappiamo mai cosa ci potrebbe aspettare. Di certo per noi è stata un’esperienza fantastica, fatta di risate e bei momenti passati con due grandi amici. Momenti che non dimenticherò mai. ciao!

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Moto giro 2016 – La prefazione

  La primavera non era ancora arrivata, eppure noi si parlava già di moto. Tante idee e ben confuse su itinerario e distanze, giorni di viaggio e bagagli. Le uniche certezze che avevamo erano le ferie confermate, l’ultima settimana di maggio, e la passione per la moto.

  Ma veniamo a chi comporrà la compagnia di questa moto vacanza. Saremo in tre: Enrico, Gianluca ed io. Di seguito una breve presentazione.

  Enrico è un ragazzone che s’illumina appena si parla di moto, la sua passione per Valentino ha origine negli anni in cui Vale partecipava al campionato del mondo 125. Ha la moto nello sguardo e ogni occasione è buona per parlare di questa bellissima passione. Guida una Yamaha fz1 che adora e cura come un gioiello.

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La Yamaha fz1 di Enrico


  Gianluca non ha la moto da molto tempo, ma impara in fretta. In sella alla sua Ktm Superduke 990 elargisce suoni e melodie dai sentori forti e decisi. Gian ama il carbonio e le sue calde sfumature, non sono i gioielli ad attrarlo ma le chiavi “austriache” e se la strada irripidisce o diventa impervia dá il meglio di se.

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Il “Torello” Ktm Superduke 990 di Gian

  Infine tocca a me, guido una moto inglese da ormai sette anni e ne vado matto. Il suo motore a tre cilindri è una meraviglia e adoro tutto di questa moto. La mia passione per le due ruote ha origini molto lontane, il Kawa da cross 125 di Danilo, mio fratello, e la sua brillante idea di farmelo provare. Ho una Triumph Daytona 675.

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Triumph Daytona 675

  Alcuni incontri e già si delineava qualche dettaglio su itinerario e distanze. Non si trattava solo di pensare al dove, serviva pensare al come. Del resto sapevamo di avere tre moto completamente differenti, con caratteristiche uniche e diverse tra loro. Due, tre e quattro cilindri. Sportiva, naked e un “Torello” impazzito. Ognuno di noi anche ha gusti differenti ma poco a poco le scelte furono condivise e venne stilato un percorso. Oserei dire “il motogiro 2016”.

 

Passione Moto

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   Ci sono nato con la passione per la moto, la sensazione di libertà che provo quando salgo in sella è unica. Adoro viaggiare e percorrere nuove strade sulla mia Triumph Daytona 675.

   La gita al lago o il passo di montagna, un viaggio lungo un giorno o qualche settimana, sarà qui che ne racconterò i luoghi, i profumi, i sapori ma anche gli aneddoti più interessanti della mia esperienza sulle due ruote.

Non importa la meta, ciò che conta veramente è il viaggio…

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Cinghiale